Space Rider
Future applicazioni del Vega

Space Rider

Il veicolo spaziale riutilizzabile senza equipaggio

Payload

Fino a 800 kg

 

Payload bay

1.200 litri

IOD/IOV/Microgravità

Space Rider

Veicolo spaziale riutilizzabile senza equipaggio

Avio è direttamente coinvolta nel progetto dell’Agenzia Spaziale Europea denominato Space Rider. Si tratta di un veicolo spaziale riutilizzabile senza equipaggio. Che opererà in orbita terrestre bassa per compiere diversi tipi di missione. Lo Space Rider sarà pienamente integrato con il Vega C per fornire un laboratorio spaziale che operi in ambiente spaziale per una varietà di applicazioni, per una durata di circa due mesi.

Lo Space Rider avrà il potenziale per permettere:

  • esperimenti in microgravità; 
  • dimostrazioni e validazioni tecnologiche in orbita per applicazioni destinate a: 
    • esplorazione, ad esempio la robotica, 
    • Osservazione della Terra, ad esempio strumentazione,
    • Altre, come scienza per la Terra, telecomunicazioni,
  • applicazioni per la sorveglianza come monitoraggio dei disastri naturali, ispezione di satelliti.

Il veicolo spaziale avrà la capacità di compiere diverse missioni per differenti applicazioni in ogni volo. I carichi utili che saranno inseriti nell’area cargo beneficeranno di una piattaforma ad alta tecnologia per esperimenti nello spazio.

Innovation

Un veicolo spaziale altamente tecnologico

Lo Space Rider sarà lanciato dal Vega C dalla base spaziale europea di Kourou, nella Guyana Francese, rimarrà nello spazio in un’orbita a bassa resistenza aerodinamica, rientrerà nell’atmosfera terrestre, atterrerà con il suo carico con l’ausilio di paracadute e in seguito sarà recuperato e approntato per un nuovo volo.

Lo Space Rider è progettato per operare a diverse inclinazioni orbitali, da quella equatoriale a quelle ad alta latitudine.  L’arcipelago atlantico delle Azzorre sarà perciò adatto come sito di atterraggio europeo per missioni che richiederanno alte inclinazioni orbitali, perché permetterà allo Space Rider di ritornare alla stessa latitudine dell’orbita operativa, con minori manovre di rientro dall’orbita.